Nella stampa i colori non si mescolano fisicamente, basta osservare la fotografia di un giornale, oppure una rivista con una lente di ingrandimento, per accorgersi che l’immagine è composta da innumerevoli punti di colore di diverso diametro che si sovrappongono parzialmente.

Sono piccoli nelle parti chiare e più grandi e rinforzati da altri punti neri nelle parti scure.

La tecnologia che permette la corretta posizione di questi punti è quella dei retini di stampa.

Ciascun velo di punti colorati che forma un’immagine è denominato “retino”.

In prestampa le immagini vengono scomposte nei colori primari di quadricromia attraverso la cosiddetta “retinatura”. Per ogni colore si crea un apposito retino, formato da punti che possiedono un diametro variabile a seconda dell’intensità del colore.
Per evitare errori e mantenere la massima fedeltà alle tonalità originarie, i retini devono essere incrociati sulla pagina con differenti inclinazioni.

I punti sono di dimensioni e frequenza variabile, più i punti sono piccoli e ravvicinati, maggiore è la definizione dell’immagine.

 

 

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