Perché c’è poca carta e costa così tanto?

In principio fu la carta igienica. Poi fu la volta dei microchip. Ora tocca alla carta. L’ultimo nodo nella catena di approvvigionamento sta mettendo in difficoltà gli operatori del settore del packaging.

Oltre a essere sempre più costosi, i materiali a base di cellulosa, come cartoncino e cartone, sono sempre più difficili da reperire. Diamo un’occhiata ai prezzi.

Dall’inizio della pandemia a oggi il kraft è aumentato del +66%. Carte meno pregiate come il fluting e il medium hanno subito un aumento medio del +115%. A differenza del kraft, il fluting e il medium contengono materiale riciclato e nonostante questo i prezzi sono raddoppiati. Per la carta semichimica prodotta in Italia l’incremento è stato del +90%. Quindi, dalla metà del 2020 a oggi, le carte vergini come il kraft sono aumentate del 66%. Per le carte riciclate, invece, l’aumento è stato del 99%.

Il prezzo della materia prima non è l’unico problema. I tempi di consegna del materiale si sono allungati considerevolmente, tanto che un ordine fatto oggi potrebbe non essere consegnato prima della metà di Maggio. A questo si aggiunge un altro problema. Pur accettando gli ordini, le cartiere non forniscono alcuna informazione sulla data di consegna e quando la forniscono, non è certo che la rispetteranno. Questo ha conseguenze gravi per scatolifici e cartotecniche che, in assenza di informazioni precise e affidabili sulle date di consegna, non sono in grado di programmare la produzione.

Come si è arrivati a questa situazione?

  • Il primo fattore da considerare è la forte crescita dello shopping online, che ha portato a un aumento della domanda di imballaggi in cartone ondulato. A sua volta, l’aumento della domanda è coinciso con una serie di circostanze sfavorevoli.
  • L’estate torrida del 2021 e gli incendi in Nord America hanno ridotto la disponibilità di legno, dal quale si ricava la cellulosa. Per far fronte a questo problema, i principali produttori di legno da cellulosa, ovvero gli Stati Uniti e il Canada, hanno bloccato le esportazioni di legno verso l’Europa, che hanno destinato all’uso interno.
  • Un altro fattore negativo è stato il rallentamento dei trasporti via mare e, in un secondo momento, anche via terra. In condizioni normali, i container marittimi vengono caricati, spediti e scaricati una volta giunti nel porto di destinazione. Durante la pandemia questo volano si è interrotto a causa dei lockdown e della chiusura delle frontiere. La merce è rimasta bloccata nei porti di partenza, dove non c’era personale che la potesse caricare sulle navi, oppure nei porti destinazione, perché non c’era nessuno che la potesse scaricare.
  • Questa situazione è stata ulteriormente complicata dall’incidente del Canale di Suez e dalle proteste degli autotrasportatori europei contrari all’introduzione del green pass. Come se non bastasse, la scarsità di navi disponibili – la maggior parte era  bloccata nei porti o nel Canale di Suez – ha portato a un forte aumento delle tariffe (+80% rispetto all’anno precedente). Questo incremento è andato a incidere sul prezzo dei prodotti di importazione, compreso il legno da cellulosa.
  • Un altro fattore da considerare è la drastica riduzione del personale registrata nelle cartiere e negli scatolifici in seguito ai lockdown dello scorso autunno. Con la riduzione del personale, le cartiere hanno prodotto relativamente poca carta che, a sua volta, ha subito gravi ritardi nelle consegne a causa delle quarantene e delle manifestazioni di protesta.

Questa situazione, oltre a far aumentare ulteriormente il prezzo della materia, ha creato panico tra i compratori. Le aziende più grandi, tra cui Amazon, hanno assorbito la poca carta in circolazione lasciando all’asciutto gli altri compratori. Il risultante vuoto nella disponibilità di materia lavorata, aggravato dal rallentamento dei trasporti, ha fatto sì che una gran numero di ordini restasse inevaso, creando una lunghissima lista d’attesa. Il diffondersi della variante Omicron non ha fatto che aggravare questa situazione, riducendo ulteriormente la disponibilità di manodopera in tutti i settori dell’industria cartaria. Da questa combinazione di fattori nasce la situazione attuale, caratterizzata da prezzi elevati e gravi ritardi nelle consegne.

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