Strada tutta in salita per la filiera della carta che, oltre agli aumenti, deve fare i conti con la scarsa reperibilità di materia prima.

Dal febbraio dell’anno scorso a oggi (primavera 2021) le quotazioni della carta da riciclo sono aumentate del 350%.

Tra le cause ci sono indubbiamente le nuove abitudini di consumo, soprattutto la forte espansione dell’e-commerce e il progressivo declino delle materie plastiche.

A questi fattori si aggiungono quelli strettamente legati al Covid, come il blocco dei dei servizi di ristorazione e del turismo, basta pensare a quanta carta riciclabile si recupera ogni giorno negli aeroporti e nelle stazioni.

A complicare il quadro si aggiungono i ritardi nei trasporti marittimi, anche se in questo caso la filiera della carta ha sofferto meno di altri settori.

A trainare l’aumento dei prezzi è soprattutto l’espansione dell’economia cinese che continua ad acquistare grandi quantità di carta da riciclo e cellulosa grezza, privando il mercato europeo della materia prima di cui ha disperato bisogno.

Una buona notizia arriva intanto dal Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, che dal 1 luglio di quest’anno ridurrà il contributo ambientale per gli imballaggi di cartone da 55 a 25 euro a tonnellata.

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