Abbiamo scelto come logo della nostra azienda un orizuru, l’origami a forma di gru.

Nella cultura giapponese questo uccello trampoliere è associato alla lealtà e all’onore, oltre che alla forza.

Secondo un’antica leggenda giapponese, la persona che riuscirà a piegare mille orizuru potrà esprimere un desiderio e vederlo realizzato.

Ma la leggenda delle mille gru è legata anche alla storia di Sadako Sasaki, una bambina giapponese che all’età di nove anni si ammalò di leucemia in seguito alle radiazioni sprigionate dalla bomba di Hiroshima. Nella speranza di sconfiggere il suo male, Sadako piegò più di mille gru di carta.

È in ricordo di Sadako e del suo desiderio mai avverato che, ogni anno, i visitatori del Parco della Pace di Hiroshima depongono, in prossimità dell’epicentro dell’esplosione, migliaia di piccole gru di carta.

Un gesto di pace e di speranza che nel 2019 ha utilizzato più di mille tonnellate di carta riciclata.

 

 

Che cos’è il prototipo? È una simulazione di quello che verosimilmente sarà il prodotto finale, realizzato in dettaglio e fedeltà in termini di materiali e forma, è utile per vedere in anteprima il risultato del progetto del packaging e testarne la funzionalità.

Cartotecnica Rigon ha un reparto specializzato con personale tecnico qualificato, software specifici e plotter da taglio dedicato. Il nostro team può dare il proprio prezioso contributo in fase di progettazione del packaging, dall’idea alla produzione del prototipo.

cartoncino cartotecnica

 

A seconda del packaging da realizzare, la scelta della materia prima è fondamentale per la resa finale e per la valorizzazione del suo contenuto.

Nel nostro settore la scelta tra i vari tipi di cartoncino disponibili non è certo facile, ci troviamo di fronte ad una vastissima scelta. Ogni tipologia di cartoncino è caratterizzata da una finitura che ne determina l’aspetto visivo, e una grammatura che ne stabilisce la densità. Non è sempre vero che una maggiore grammatura corrisponde a uno spessore maggiore, quest’ultimo varia in base alla composizione del cartoncino: un cartoncino riciclato rispetto ad una fibra vergine di pari grammatura, avrà uno spessore inferiore.

Per scegliere tra i vari tipi di carta è utile conoscere le tipologie, le macrocategorie più comuni sono tre:

– pura cellulosa

– fibre vergini

– riciclata

Il cartoncino di pura cellulosa è composto da sole fibre di cellulosa sbianchite, il risultato è un cartoncino con eccellenti caratteristiche meccaniche e di stampabilità.

Il cartoncino composto da fibre vergini contiene pura cellulosa e lignina, grazie a quest’ultima ha un’elevata resistenza allo strappo, ottima rigidità e resistenza all’umidità.

Il cartoncino riciclato è composto da più strati di materiale riciclato, viene reso stampabile grazie ad uno o più strati di patina sulla copertina, è economico, ecologico, robusto e di bell’aspetto.

Esistono poi tantissimi altri tipi di cartoncini particolari: marcati, goffrati, metallizzati, perlescenti…

Ogni cartoncino è in grado di trasmettere un messaggio, è importante scegliere quello giusto per ottenere ottimi risultati in linea con le proprie esigenze e aspettative.

 

La nostra attività prosegue, orgogliosi di garantire i prodotti essenziali necessari al Paese. Abbiamo messo in atto tutte le misure di sicurezza previste dai diversi decreti ministeriali per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19.

Viviamo questa atmosfera con un atteggiamento responsabile ed etico, rispettoso della salute collettiva: a tutela dei nostri Collaboratori abbiamo stipulato per ciascuno una polizza assicurativa, che ci auguriamo non venga mai utilizzata, a “copertura Covid-19”, nella malaugurata ipotesi che qualcuno di noi venga contagiato.

Ci auguriamo che la situazione migliori e presto possano riprendere tutte le attività produttive e commerciali.

 

 

Foto di Anna Shvets da Pexels

 

 

Nella stampa i colori non si mescolano fisicamente, basta osservare la fotografia di un giornale, oppure una rivista con una lente di ingrandimento, per accorgersi che l’immagine è composta da innumerevoli punti di colore di diverso diametro che si sovrappongono parzialmente.

Sono piccoli nelle parti chiare e più grandi e rinforzati da altri punti neri nelle parti scure.

La tecnologia che permette la corretta posizione di questi punti è quella dei retini di stampa.

Ciascun velo di punti colorati che forma un’immagine è denominato “retino”.

In prestampa le immagini vengono scomposte nei colori primari di quadricromia attraverso la cosiddetta “retinatura”. Per ogni colore si crea un apposito retino, formato da punti che possiedono un diametro variabile a seconda dell’intensità del colore.
Per evitare errori e mantenere la massima fedeltà alle tonalità originarie, i retini devono essere incrociati sulla pagina con differenti inclinazioni.

I punti sono di dimensioni e frequenza variabile, più i punti sono piccoli e ravvicinati, maggiore è la definizione dell’immagine.

 

 

biodegradabile compostabile

 

Il termine biodegradabile ormai è chiaro a tutti, ma ancora non sappiamo in quanto tempo si decompongono gli oggetti che quotidianamente utilizziamo.

Vediamo alcuni esempi: frutta e carota si decompongono in due settimane, al resto delle verdure non occorre più di un mese, ad eccezione delle bucce di arancia e banana che impiegano 5/6 settimane.

Il materiale leader dell’ecosostenibilità è sicuramente la carta: un tovagliolo si biodegrada in 2/3 settimane, un giornale al massimo in sei. Il cartone invece viene riassorbito in due mesi.

Il tempo medio di decomposizione del cotone è di due mesi, lana invece può impiegarci anche due anni. Ai tessuti sintetici e trattati occorre un periodo più lungo: il nylon dura 30/40 anni, la pelle 50, e uno stivale di gomma fino a 80 anni.

Il legno compensato varia da uno a tre anni, mentre il legno verniciato molto di più, fino a 13 anni.

Scatole di latta 50 anni, alluminio da 20 a 200 anni.

Una bottiglia d’acqua di plastica può durare 450 anni, il polistirolo 80 anni circa, una busta della spesa fino a 20 anni.

Il vetro si sa, la sua decomposizione è da record: 4.000 anni, ma si stima che una bottiglia si decomponga in uno o due milioni di anni.

Non confondiamo biodegradabile con compostabile: la biodegradabilità è la capacità di essere decomposti dalla natura o attraverso l’attività enzimatica di microrganismi così da poter essere assorbiti dal terreno. Questa attività permette di mantenere il regolare equilibrio ecologico del pianeta.

Un materiale è compostabile quando in seguito alla sua degradazione, naturale o industriale, si trasforma in compost, una sostanza simile al terriccio, generalmente utilizzata per la concimazione considerata la sua ricchezza di elementi organici e nutritivi.

La normativa europea stabilisce che il prodotto biodegradabile si decomponga del 90% in 6 mesi, mentre per essere compostabile si trasformi in compost in meno di 3 mesi.

Prestiamo attenzione alle diciture riportate negli imballi, esempio i sacchetti per la raccolta dei rifiuti domestici, per essere idonei alla raccolta di umido, oltre a biodegradabili, devono essere compostabili.

 

 

Addio plastica dalle confezioni multiple di lattine di Coca Cola, dal 2020 in Europa sarà sostituita da una soluzione in cartone per i pack da 4 e da 8 pezzi, mentre per le confezioni più grandi si utilizzerà un altro sistema, sempre in cartone.

I primi paesi saranno Irlanda, Paesi Bassi e Polonia e, successivamente, Italia, Austria, Svizzera e Romania. Entro la fine del 2021, le nuove confezioni saranno disponibili in tutta Europa.

La multinazionale di Atlanta produce il maggiore inquinamento da plastica nel pianeta, e lo testimonia quello che purtroppo viene ritrovato sulle spiagge ogni giorno (indagine di Surfers Against Sewage)

Il noto marchio sta facendo qualche passo avanti sul fronte ambientale o almeno cerca di allinearsi alle tendenze del mercato che chiedono a gran voce di utilizzare meno plastica possibile.

Questo nuovo sistema consentirà di evitare l’immissione sul mercato di 2 mila tonnellate di plastica l’anno, pari a 3 mila tonnellate di CO2.

Coca Cola è stata preceduta dai colossi Heineken e Corona che hanno già abbandonato gli anelli di plastica per soluzioni in cartone, mentre la danese Carlsberg ha creato la prima bottiglia di birra al mondo fatta di carta, realizzata con fibre di legno riciclabili e sostenibili.

Il più grande birrificio argentino, l’azienda Cerveza Patagonia, ha realizzato un Eco Pack con semi vivi, carta biodegradabile al 100% e stampata con inchiostri atossici a base d’acqua. La confezione si può suddividere in più pezzi, piantare ed annaffiare, permettendo così alle piantine di verdura di crescere.

Un piccolo birrificio della Florida, Saltwater Brewery, ha trasformato gli anelli di plastica in anelli commestibili per nutrire pesci e tartarughe. Sono 100% biodegradabili, realizzati con grano e orzo, si sciolgono in acqua in due ore e nel giro di due o tre mesi non ne rimane nessuna traccia, nemmeno se abbandonati in spiaggia.

Finalmente iniziamo a vedere delle svolte green.

 

 

Da qualche tempo si sente parlare di inchiostri a bassa migrazione, ma cosa sono esattamente?

Gli inchiostri di stampa sono composti da sostanze coloranti (i pigmenti) e sostanze di carica che danno all’inchiostro la consistenza. Parte di queste sostanze servono per far asciugare l’inchiostro, con miscele specifiche si ottiene un’asciugatura più rapida. Grazie alla rapidità di asciugatura si limita la produzione di composti organici volatili. In alcuni settori, ad esempio quello alimentare, è necessario ridurre al minimo il passaggio dei composti organici volatili verso il prodotto confezionato, così da non essere pericolosi per la salute umana, modificare la composizione del prodotto o influenzarne le caratteristiche.

 

Gli inchiostri non hanno sostanze nocive al loro interno, tossiche o metalli pesanti, tuttavia è necessario limitare qualsiasi migrazione per assicurare la salute dei consumatori.

 

In Europa il Regolamento UE 2023/2006 stabilisce alcune norme per la fabbricazione di materiali a contatto con gli alimenti, con lo scopo di garantire costantemente la conformità e la sicurezza dei prodotti finiti.

 

Cartotecnica Rigon ha scelto di utilizzare solamente inchiostri di stampa a bassa migrazione in tutte le sue produzioni, non solo quelle del settore food o farmaceutico, così da non impattare sulla salute dei consumatori e sull’ambiente.

 

 

 

 

Le ricerche mostrano che il 30% delle imprese familiari sopravvive alla seconda generazione e solo il 12% alla terza. Si tratta di statistiche piuttosto scoraggianti.

Cosa determina il successo di un’impresa di famiglia? Cos’hanno di speciale le aziende multigenerazionali?

Vediamo quali sono i segreti che permettono di far crescere nel tempo un’azienda, di portarla e mantenerla al successo:

 

– L’unione della famiglia

Una famiglia unita antepone gli interessi comuni agli interessi propri. Con il tempo costruisce la capacità di risolvere i conflitti, impara a conoscere i componenti e a favorire una buona comunicazione tra loro. Costruisce l’unità sulla comunicazione e riconosce che il bene dell’impresa è superiore a qualsiasi altro interesse.

 

– Valori e innovazione

Le famiglie di successo si impegnano nel mantenimento dei valori e sfruttano questa forza. Sull’insieme dei valori familiari basano la propria vision, e da questa costruiscono la mission aziendale. Per continuare a competere in un mercato in continua trasformazione, devono dimostrare la capacità di innovazione pur rimanendo legate ai valori tradizionali.

 

– Preparare le generazioni

Investire nella generazione successiva è un obbligo per tutte le imprese di famiglia che vogliono continuare l’attività nel tempo. Le famiglie multigenerazionali sviluppano le abilità dei successori e li aiutano a trovare la passione per il proprio lavoro, valorizzano la competenza più dell’appartenenza, basandosi sui risultati e non soltanto sulle buone intenzioni.

 

In Italia abbiamo 5 longeve aziende familiari che si discostano dalle statistiche:

1- Pontificia fonderia Marinelli fondata ad Agnone nel 1000

2- Barone Ricasoli fondata a Siena nel 1141

3- Barovier & Toso fondata a Murano nel 1295

4- Torrini fondata a Firenze nel 1369

5- Marchesi Antinori fondata a Firenze nel 1385

Queste famiglie hanno avuto la forza di resistere a guerre, rivoluzioni e trasformazioni, e la capacità di attraversare mille anni alla guida delle loro aziende. Chissà quali sono i segreti del loro percorso millenario?