TIPOLOGIE DI IMBALLAGGI

Nel nostro paese (in base al decreto legge) gli imballaggi vengono divisi in diverse categorie, in base ad un significato preciso, nel modo in cui l’imballo si lega all’uso finale.

Vengono differenziati in base alla loro vicinanza con il prodotto in;

  • Primario
  • Secondario
  • Terziario

Imballaggio Primario

Dal punto vendita all’abitazione” – Anche definito imballaggio per la vendita è un “imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto vendita, un’unità di vendita per l’utente finale o per il consumatore” (art. 35 lett. b. D. Lgs. N.22/97)

Si tratta del contenitore che riveste o si trova a diretto contatto con il prodotto destinato alla vendita.

L’imballaggio per la vendita riveste un’importanza fondamentale nell’ambito del packaging, più della metà dei consumi di imballaggi nei nostri territori deriva infatti dagli imballaggi primari.

Il pack primario deve anche soddisfare esigenze di carattere tecnico funzionale, economiche, ambientali e di sicurezza.

Alcuni esempi possono essere le scatole delle scarpe, il contenitore delle uova o anche il Brick dei succhi di frutta in quanto garantiscono la protezione e il contenimento del quale usufruirà direttamente il consumatore.

Imballaggio Secondario

Dal centro di distribuzione al punto vendita” – Detto anche imballaggio multiplo, è un “imballaggio che viene concepito in modo da costituire, nel punto vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente da fatto che sia venduto come tale all’utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche.”  (art. 35 lett. b. D. Lgs. N.22/97)

Può essere venduto all’acquirente finale come un’unica unità oppure utilizzato solo per facilitare il rifornimento degli scaffali.

L’imballaggio secondario è riferito al contenimento di vari imballaggi primari, quindi non è a diretto contatto con il prodotto ma solo con il contenitore primario.

Essendo anche un imballaggio multiplo ha anche diversi compiti da svolgere, ma il più importate resta quello di esercitare un effetto di protezione per tutti gli imballi primari presenti in ogni singola unità.

Esempi cellulosici di imballaggi secondari possono essere le scatole con cui arrivano gli ordini effettuati online, gli espositori del supermercato oppure le stopper.

Imballaggio Terziario

Dalla fabbrica al centro di distribuzione” – Detto anche imballaggio per il trasporto, è un “imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto delle merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi container per trasporti stradali, ferroviari, marittimi ed aerei.” (art. 35 lett. b. D. Lgs. N.22/97)

Si tratta di un imballaggio aggregante imballaggi di livello inferiore (primario o secondario), predisposto specificatamente per il trasporto e la movimentazione, evitando così i danni connessi a quest’ultimi.

È il caso ad esempio dei pallet o degli scatoloni contenenti altre confezioni, ma ciò nonostante non corrisponde ai container o ai bulk packaging (grande contenitore reparto).

Questa tipologia di imballo risulta un imballo che deve svolgere il proprio compito in una serie più o meno lunga di cicli. Per questo motivo il requisito fondamentale è la riutilizzabili, considerando anche il costo non marginale di questo tipo di imballaggio.

Un esempio di imballaggi terziari sono gli scatoloni per il trasporto che vengono utilizzati dall’azienda produttrice al rivenditore, in maniera da riunire più unità di vendita o imballaggi secondari.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.