In Italia il riciclo di carta copre il 60% del fabbisogno, un primato in Europa. Non solo carta, il riciclo di materie prime in Italia è al 77% contro, per esempio, il 42,7% della Germania.

L’Unione europea si è data l’obiettivo di ricavare dal riciclo l’85% della carta da imballaggio nel 2030, oggi in Italia siamo già all’80%.

La raccolta differenziata però fa sorgere dei dubbi di carattere pratico nel singolo consumatore. Per esempio, i contenitori in tetrapak sono fatti al 74% di carta, al 21% di plastica e al 5% di alluminio: in quale cassonetto vanno riposti? La risposta giusta varia da città a città, a Roma, Milano e Torino la risposta giusta è “carta”. I cartoni della pizza se sono sporchi sono inutilizzabili? Sì e no: quando contengono residui di cibo non possono essere riciclati, mentre se sono solo macchiati d’olio possono essere recuperati, e ne vale la pena, essendo fatti con fibra vergine.

Chi denuncia la carta come nemica dell’ambiente e auspica sostituzione di giornali e libri con i mezzi di comunicazione digitale, il direttore generale di Assocarta, Massimo Medugno, intervistato da La Stampa risponde: “L’universo elettronico non è a impatto zero come sembra: la virtualità esiste, e si basa su infrastrutture fisiche, queste hanno un impatto ambientale, in termini di consumo di energia elettrica e produzione di anidride carbonica. Tenendo conto di tutti i fattori coinvolti, leggere un quotidiano di carta produce il 20% in meno di CO2 rispetto alla lettura online dello stesso quotidiano per 30 minuti».

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